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Iter diagnostico iniziale

 

L’iter diagnostico iniziale per stabilire la propria fertilità comprende una serie di test che devono essere eseguiti dalla coppia quando va dal Ginecologo per la prima volta.

 

Storia clinica

La prima visita con il Ginecologo include una valutazione completa della storia clinica della coppia, compresi gli aspetti che potrebbero non essere di competenza prettamente ginecologica.

Aspetti che non dovrebbero essere trascurati sono:

  • Età della coppia
  • Gravidanze precedenti (compresi precedenti aborti o bambini avuto dallo stesso partner o da partner differente)
  • Condizioni mediche associate all’infertilità (endometriosi, chirurgia, fibromi, caratteristiche del ciclo mestruale, etc..)
  • Storia del partner maschile (fumo, alcool, disturbi urologici, infezioni, dolore, etc..)

Verranno inoltre discusse la frequenza e la tempestività dei rapporti sessuali della coppia in relazione all’ovulazione.

 

Ecografia

Un’ecografia trasvaginale fornirà le informazioni necessarie per quando riguarda l’anatomia interna degli organi riproduttivi femminili ed una conta dei follicoli antrali (AFC), che è indicativa della “riserva ovarica” di ciascun ovaio. La riserva ovarica indica la capacità dell’ovaio di produrre ovociti durante un ciclo di riproduzione assistita.

 

Valutazione ormonale

Una valutazione ormonale fornisce ulteriori informazioni riguardanti l’ovulazione e la riserva ovarica, nonché un profilo ormonale generale del paziente. Gli ormoni monitorati sono FSH, LH, estradiolo e progesterone. Negli ultimi anni l’ormone Anti-Mulleriano (AMH) si è dimostrato un valido strumento per valutare la riserva ovarica.
Vengono monitorati anche i seguenti ormoni: TSH, T3, T4, Anti-TPO, Anti-TG, prolattina, testosterone, SHBG, androstenedione, DHEA-S.

 

Analisi del liquido seminale (Spermiogramma)

L’analisi del liquido seminale valuta le caratteristiche principali di un campione di sperma, tra cui la conta spermatica (spermatozoi), così come la loro motilità e morfologia.

Nel 2010, L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito i parametri di un campione di sperma normale come segue:

  • Volume del liquido seminale > 1,5 ml
  • Concentrazione degli spermatozoi > 15 milioni/ ml
  • Buona motilità ≥ 32 %
  • Morfologia normale >4 %

Le anomalie dei campioni seminali possono essere classificate come:

  • Ipospermia: volume inferiore alla norma
  • Azoospermia: assenza di spermatozoi nell’eiaculato
  • Oligo-zoospermia: numero di spermatozoi inferiore a 15 milioni/ml
  • Asteno-zoospermia: scarsa motilità
  • Terato-zoospermia: aumentata presenza di spermatozoi con morfologia anomala

Considerato che i criteri normali per un campione di sperma sono relativi (espressi in termini di concentrazione e motilità), la diagnosi finale è fatta da un Biologo qualificato o da un Ginecologo.

Prima di procedere con l’analisi del liquido seminale, è necessaria un’astinenza di 2-5 giorni. Si raccomanda inoltre di ripetere l’analisi dopo 2-3 mesi.

Una normale analisi del liquido seminale non può garantire la fertilità del partner maschile. Vi sono un certo numero di altri fattori sottostanti associati all’infertilità maschile, come le anomalie cromosomiche,le anomalie del DNA, etc..
Allo stesso modo, uno spermiogramma anomalo non sempre indica infertilità maschile. In caso di risultato anomalo, il paziente viene inviato da un medico specializzato in Urologia/Andrologia per identificare e risolvere il problema.